"Fondazione Patti Digitali: minori e digitale, oltre 20.000 famiglie alla Camera per rompere il senso d'impotenza e superare lo stallo della politica"
- Il
68,2%
pensa che smartphone
e social siano un fattore importante nelle problematiche giovanili
- L'88,8% degli
italiani è favorevole
a una legge per impedire la creazione di account social
dei pre-adolescenti
- La
risposta della Fondazione Patti Digitali verso genitori, amministrazioni locali,
professionisti, politica e pediatri
Roma, 14 Aprile 2026 – Mentre
molti governi mondiali annunciano la regolamentazione dell'accesso ai social
per i minori, in Italia il dibattito legislativo fatica a raggiungere un punto
di convergenza.
In questo contesto, oltre
20.500 famiglie in 17 regioni italiane hanno trovato nella Fondazione Patti Digitali ETS
una risposta concreta al senso d’impotenza e smarrimento. una risposta e un
aiuto concreto nella sfida quotidiana dell’educazione digitale. Del tema
si è discusso nella cornice della Sala
del Refettorio della Camera dei Deputati, durante il convegno:
“Educazione e protezione digitale. Quali alleanze per un’azione comune in
Italia e in Europa?”. L'evento, organizzato dalla neonata Fondazione insieme a
un gruppo di professionisti, politici di tutti gli schieramenti e genitori, è stato
introdotto dai saluti istituzionali dell’On.
Anna Ascani, Vicepresidente della Camera dei Deputati, che ha
ricordato l’urgenza di un intervento bipartisan sulla sicurezza dei minori
online, in dialogo con la scuola. La Ministra
della Famiglia Eugenia Roccella ha ricordato gli interventi già
messi in atto dal governo sulla verifica dell’età per i siti pornografici e il
parental control, mettendo in luce l’esistenza di un dibattito ancora aperto
nel governo sul metodo in cui un divieto di accesso ai social per età possa
essere applicato. Marco
Gui, docente di Sociologia dei media all’Università di Milano-Bicocca e
presidente della Fondazione, ha aperto i lavori sottolineando
la necessità di analizzare l'impatto di smartphone e chatbot di IA generativa
sui più giovani: “Questa giornata è davvero l’occasione per fare squadra e
provare ad affrontare le sfide dell'educazione e protezione digitale in modo
coordinato. La rete dei Patti Digitali, con i suoi 240 gruppi locali, mira a
far lavorare insieme i genitori e i pediatri, gli insegnanti e gli
amministratori locali, chiedendo il supporto della politica nazionale”. In
agenda gli interventi di autorevoli personalità della società civile e di
alcuni membri del Comitato Consultivo della Fondazione Patti Digitali.
Gli interventi dei professionisti, moderati da Stefania Garassini,
giornalista, docente e membro del Cda della Fondazione Patti Digitali, hanno
aperto i lavori. Stefano
Vicari, (Professore Ordinario Università Cattolica e Direttore Neuropsichiatria
dell'infanzia e dell'adolescenza Ospedale Bambino Gesù di Roma)
ha fornito dati clinici preoccupanti: circa 11,2 milioni di minori nell’UE (il
13%) soffrono di problemi di salute mentale, con il suicidio che rappresenta la
seconda causa di morte tra i 15 e i 19 anni (Fonte: Unicef). Vicari ha
osservato come il legame tra questo incremento e la diffusione degli smartphone
sia tangibile nella propria Unità Operativa. Piuttosto che sanzioni punitive,
il professore ha invocato investimenti precoci su scuola e supporto alla
genitorialità, ponendo l’attenzione sull’organizzazione della vita quotidiana
perché gli adulti possano dedicare tempo ai minori.
Sulla stessa scia, lo scrittore e insegnante Alessandro D’Avenia ha
analizzato la radice del problema: il disagio giovanile non è un incidente di
percorso, ma un effetto strutturale dell'architettura dei social media. Secondo
D’Avenia, lo smartphone e i social sono una cassa di risonanza del
malessere dei giovani e aggravano la naturale condizione di fragilità
dell’adolescenza. “Le piattaforme sono progettate per estrarre - frammentandola
- la materia prima dell’umano, l’attenzione. Invece, prestare attenzione per
lungo tempo su qualche cosa che davvero ci appassiona è la precondizione della
felicità”.
Elena Bozzola (Coordinatrice
Commissione. Dipendenze Digitali Società Italiana di Pediatria) ha presentato
il "family plan digitale", elaborato dalla SIP. Il progetto propone
un accordo familiare per regolare tempi e contenuti, puntando sul dialogo e
sull'esempio attivo dei genitori. L'obiettivo è creare un'alleanza tra medici e
famiglie affinché la tecnologia smetta di essere un pericolo e diventi una
risorsa equilibrata, rispettosa del benessere psicofisico e delle tappe
evolutive dei bambini.
Il Presidente del Forum Nazionale delle Associazioni familiari,
Adriano Bordignon, ha spiegato come la “questione digitale” sia un tema che
impatta in modo prepotente sulla vita delle famiglie, spronando a creare -
partendo da questo evento - una larga alleanza, capace di coinvolgere tutte le
migliori forze del Paese per integrare senza preclusioni la dimensione
educativa e culturale con la dimensione protettivo-normativa.
Le testimonianze dei Patti di Roma Monteverde e Bagno a Ripoli, portate da Anna Dalton e Silvia Innocenti Becchi, hanno mostrato come l’azione territoriale dei genitori possa diminuire la pressione sociale ad anticipare la connessione permanente dei bambini. Grazie al supporto della Fondazione, gruppi spontanei di mamme e papà hanno sottoscritto accordi condivisi su social e smartphone (es. età di arrivo, linee comuni di regolamentazione), ma hanno anche organizzato giornate senza smartphone e altre iniziative di aggregazione. È nata così un’alleanza di comunità che supera la solitudine delle scelte educative in favore di una gestione consapevole e partecipata.
Questa rete si è estesa anche alle amministrazioni locali e regionali. Anna Scavuzzo, vicesindaca e assessora all’educazione del Comune di Milano, ha ripercorso il lavoro avviato nel 2022 che ha portato alle “Raccomandazioni di Milano per il benessere e la sicurezza digitale di bambini/e e pre-adolescenti”, grazie alla creazione della prima rete strutturata tra Università, pediatri e famiglie per affrontare l'impatto del digitale sui minori. Anche Gloria Sernagiotto, assessore alle Politiche Educative, Giovanili e Pubblica Istruzione del Comune di Treviso, ha condiviso l'impegno del proprio Comune nel supportare le azioni dei Patti Digitali della zona, come quelle che si stanno svolgendo all’Istituto comprensivo Felissent.
L’indagine: cosa chiede l’opinione pubblica alla politica
L'indagine, realizzata da Demetra in collaborazione
con la Fondazione Patti
Digitali evidenzia come il 68,2% degli intervistati attribuisca un
peso determinante (almeno 8 in una scala da 1 a 10) all'uso di smartphone e
social media nelle attuali problematiche giovanili. Questo dato conferma
empiricamente il superamento dell’ “era degli entusiasmi", lasciando
spazio a una crescente preoccupazione collettiva che vede nella tecnologia un
fattore di rischio primario per il benessere delle nuove generazioni.
Di fronte a questo scenario, emerge una domanda massiccia di
intervento normativo, con l'88,8%
dei rispondenti favorevole a una legge che impedisca la
creazione di account social sotto una determinata soglia anagrafica.
È interessante notare come l'opinione pubblica sia orientata
verso una limitazione
piuttosto rigorosa, indicando i 16 anni (35,8%) o i 14 anni (20,2%) come i
limiti più opportuni.
Questo orientamento si estende anche alle nuove frontiere della
tecnologia, con il 75,6%
dei cittadini intervistati che desidera includere i chatbot di intelligenza
artificiale all'interno di queste regolamentazioni.
L'urgenza di tali provvedimenti è sentita come prioritaria dal 60% del campione,
riflettendo il bisogno di quel filtro sociale e istituzionale necessario per
non lasciare le famiglie sole di fronte alle pressioni del mercato digitale.
L’indagine mette inoltre in evidenza come il 61,6% degli italiani ritenga
fondamentale che i genitori decidano collettivamente le età minime di accesso
ai dispositivi, come previsto nella proposta dei Patti Digitali
(https://pattidigitali.it/fai-un-patto/).
Metodologia: Indagine campionaria per quote, svolta in modalità CAWI per conto di "Fondazione Patti Digitali ETS", commissionata alla società "Demetra opinioni.net Srl" su un campione di 1510 cittadini italiani adulti (18+) iscritti a un panel online, rappresentativo della popolazione italiana per genere, anno di nascita e area geografica di residenza.
La sfida della Fondazione Patti Digitali
L'altissima percentuale di favorevoli a una legge restrittiva (88,8%) potrebbe nascondere una tentazione di delega allo Stato. La Fondazione Patti Digitali sottolinea invece che la legge deve essere accompagnata da una trasformazione culturale dal basso. La sfida è colmare il divario tra la rapidità dell'innovazione tecnologica e la capacità della società di gestirla, contrastando la solitudine educativa attraverso norme condivise, ricerca scientifica e il sostegno concreto di una comunità educante unita. In conclusione dell’evento, il Presidente Marco Gui ha comunicato gli impegni della Fondazione per il prossimo periodo: supportare la rete tra le amministrazioni locali impegnate nella regolamentazione digitale; implementare una campagna di comunicazione nazionale su nuove pratiche genitoriali di gradualità digitale; contribuire alla definizione di un curriculum di educazione digitale condiviso nella fase della pre-adolescenza.
La sfida della Politica:
Gli interventi dei/lle on. Marianna Madia, Lavinia Mennuni ed Erika Stefani hanno mostrato la trasversalità della volontà politica di supportare le esigenze di famiglie ed educatori con un intervento legislativo e hanno fatto appello al governo per lavorare insieme per sciogliere i nodi applicativi. La Garante dei Diritti dell’infanzia e dell’adolescenza Marina Terragni ha allargato lo sguardo sul ruolo della famiglia, negli ultimi decenni spesso dimenticato. Il direttore del Moige (Movimento Italiano Genitori) Antonio Affinita ha ricordato la class action italiana contro le piattaforme social la cui sentenza è prevista per il 14 maggio. Antonella Perna, docente dell’I.S. Rosetta Rossi di Roma, ha infine letto alcune testimonianze di bambini/e e ragazzi/e che mostrano la loro percezione esplicita delle sfide del benessere digitale
Informazioni sulla Fondazione Patti Digitali:
La Fondazione Patti Digitali ETS nasce per consolidare la Rete
Nazionale dei Patti Digitali che oggi coinvolge oltre 25.000 genitori in 16
regioni. L'ente è stato costituito su iniziativa di un comitato dei promotori:
Marco Gui, Marco Grollo, Stefania Garassini, Brunella Fiore, Simone Lanza,
Stefano Boati e Chiara Respi, Fondazione Bicocca e l’Associazione MEC – Media
Educazione Comunità, Associazione Sloworking, con il supporto di Aiart
Fondazione Oltre e dell’organizzazione internazionale Human Change. La
Fondazione promuove l’uso consapevole della tecnologia attraverso patti di
comunità, percorsi formativi per famiglie e ricerca scientifica. Grazie a un
autorevole Comitato Consultivo, esercita azioni di advocacy per orientare
l’innovazione digitale verso il rispetto del benessere e dello sviluppo dei
minori.
Ufficio stampa Fondazione Patti Digitali:
Laura Castellazzi
cell: 351 8739212
email: laura.castellazzi@gmail.com

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